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Articoli marcati con tag ‘Marco Palladini’




Marco Palladini


Giovedì, 12 Agosto 2010

 

Un gabbiano a Testaccio

 

 

Siamo nottivaghi soggetti e solitari

io e il gabbiano che a Testaccio

zompetta ubriaco tra i rifiuti della piazza

del mercato, grigiobianco pennuto

e spavaldo che svolitando saltella

dal marciapiede ai cassonetti metallici

semiaperti e miasmatici e regurgitanti

spazzatura di cibarie e cibi spazzatura

Vorace ed agile col becco adunco il volatile

pesca veloce gli scarti alimentari da inglutire

col suo capino basculante è come s’inchinasse

al nirvana della presente lutulenta cena

 

Rifletto che risalendo il tiberino fiume

e biondokakka, se ha smarrito

la via maestra del mare, il gabbianotto

coi Laridi uccelli suoi pari e fratelli

ha qui forse trovato la sua vera vocazione

di spazzino in terraferma - la scia delle navi da crociera

o dei mercantili cargo non è più costretto

l’occidentale gabbiano anfanando a inseguire

adesso razzola felice nell’immondizia urbana

tonnellate di succulenti malodoranti avanzi    

che l’animale huomo quotidianamente rovescia

nella biosfera - malata terminale ormai è sicuro

 

Passano nel kuore del quartiere testaccino

macchine stracariche di calcistici ultrà

rossogialli ceffi da pugna e da stadio

che strombazzano gli “alé-oh-oh, alé-oh-oh”

d’ordinanza, e d’un subito vedo il gabbianino

rispondere entusiasta allo sguaiato coro

aprendo le ali e gridando suoni acuti-gutturali

che sembrano riempirlo di ornitologica soddisfazione

 

Ecco, ora lui pure si è prontamente fatto curvasuddista

lui pure secondo uno sbracato neo civis romanus

s’è perfettamente uniformato alla congenita pazzia

dell’umano genere e allora tra divergenti piani

(e vuotipieni) di pensiero, mi allontano meditando:

anche questa è natura che mi paia oppure no

Marco Palladini


Martedì, 27 Luglio 2010

 

L’infinto

 

 

Sorpreso da un infinito incinto o discinto

mi specchio come contro un cielo dipinto

quindi cerco la prova o il varco illuminante

sospinto da un accanito GODimento

e non mi pento, mi assento per insofferenza

e la fine respingo per la sua divina veemenza

 

È finto o non finto l’infinito del verbo essere?

Io sento che la creazione è ormai (s)finita

e la ri-creazione non è mai incominciata

l’essenza insegue altrove la sua semenza

la passione fermenta e si fa emotiva prescienza 

si ravvisa qui una de-creazione liquidalenta

 

Ispirato dalla fotografa Giuliana Laportella.

Marco Palladini


Martedì, 13 Luglio 2010

 

Adulterando

 

 

Conosco malmaritate sukkiasperma

neppure troppo procaci

epperò adultere voraci di malmostosi coniugi

che si appolpano a periferici amanti

per nulla del tipo metrosexual

in camere di motel low-cost

talora bollenti come viziosi boudoir

Pornomadame il catalogo è questo?

Non mi toccare il kulo ovvero

toccami toccami che il kornuto non vede

scoppia di colpo l’eccitazione sottopelle

monta sottopalle l’erotiko impulso

sino alla punta espansa del pene

La frana dei corpi in amore

attesta che non c’è autocritica

nel torrido cuore dell’amplesso

Scopare ogni volta come fosse

l’ultimo coito (o il primo)

Acute grida di donne di piacere

l’epidermide s’impestia di sudore lascivo

saliva in bocca e vulva in estasi

l’immondizia della carne

secondo i moralisti guardoni assai

Fare sexo farlo tanto farlo aggratis

è nell’humano corredo cromosomico

è il virus o morbo psicobiochimico  

che masticafuoco&fiamme e preme

per la continuazione della specie

o per la sua orgasmica -

gloriosa e goduriosa - fine

Marco Palladini


Sabato, 16 Gennaio 2010

 

The soul is cheap (Jack Remix)

 

 

Merde and misery, I dont know name from mercy…

 

Va sempre più di merda…

le icone ho distrutto delle vostre facce

(di merda)… Merde and misery…

non sono il Messia della strada desolata

e ho male dappertutto e ferite infette nel kuore…

e l’attesa catastrofe mi sega in due l’anima…

Ci sono giorni che drago i marciapiedi

e scatarro e agonizzo e mi fingo

che quando morirò proclamerò:

davvero non so di essere morto…

 

Merde and misery, I dont know name from mercy…

 

Chi è felice, amico?

La felicità è un eremita che sorride

mentre lo prendono a pugni e nerbate…

Venir fuori dai secoli dei secoli a milioni

ripetendo: out of hells of eternity…

                 out of hells of eternity…

                 out of hells of eternity…

Avere l’aria profondamente vuota e bella

di un Buddha scampato al suo cervello

che cavalca una megabombatomica

e lancia baci al sapor di vaniglia…

Non avere niente da produrre o arte-fare

ma avere tutto da dare,

il problema è sapere cosa…

 

Merde and misery, I dont know name from mercy…

 

Merde and misery… No hay uno blues… Que lastima!…

ho gli occhi paranoici e anfibi irragionevoli

per stare al malpasso del disumanesimo affranto

dove ieri ho incontrato me stesso

e non mi sono affatto riconosciuto…

Veramente non sapere… è un film già visto…

che cosa cazzo fare… taroccare la speranza forse,

una bajadera imprendibile o trasvolare su parole di sabbia,

disperse nel vento… l’ateologo ride e flotta

fra jungle di peli… fax me a lot, baby blues…

I’am just a poor man in a street fighting band

Fughe e ritorni mille volte ai miei metafisici handicap…

amo solamente il silenzio di tensione carico

e le verità improvvise (o improvvisate)…

THE SOUL IS CHEAP…

and I dont know name from merde & mercy…

 

Marco Palladini


Domenica, 27 Dicembre 2009

 

Oggi che

 

 

1.  Oggi che è tutto uno scivoloso impiccio,

un luccicante pantano e che serve a niente

l’antico e orgoglioso savoir-faire

perché conta soltanto lo spudorato faire savoir

ossia l’onnimediatica comunicazione glamour,

la prillante egosfera dove riconosco a volo

quelli che sono belli ‘fuori’ e dimolto bulli ‘dentro’.

 

2.  Oggi che TiVvuando TiVvuando un gran male ti fo

e un gran danno ti fanno le videocoglionerie

(e anche assai di peggio),

ma poi basta una “trasmissione interrotta”

un blocco sul circuito inter-nazionale

un improvviso black-out del monoscopio,

un elektrogalattico e celibe sfarfallìo

e non è, felicemente, un dolce miraggio

avvistato in capo ad un tetro meriggio?

 

3.  Oggi che pure le droghe non sono +

quelle di una volta, come brontola Keith Richards,

notoriamente un’autorità in materia,

colui che aveva (Sam Shepard dixit)

la camminata rock perfetta, assassina

Lui il più verace Rolling Stoned

ma soprattutto il vero sopravvissuto

di un’altra epoca, l’ultrasessantenne superstite

di una vita in overdose, spinellata, accannata,

impasticcata, lisergizzata, sniffata, calata,

skizzata nelle vene e allo spasimo

sino all’acida no-satisfaction pura

Per la migliore chitarra dopata della storia

that thing keeps me rockin’

this stuff keeps me rockin’

Marco Palladini


Venerdì, 11 Dicembre 2009

 

Beat/Blessed Generation

 

 

Beat/Blessed Generation, you are up there or down there

wherever, anyway, the streets never end

 

Beat/Blessed Generation, beaten generation but kissed by success

for this reason after all we still conjure up your poisonous shadows

 

Beat/Blessed Generation Do You Remember the Beatniks?

Do you remember the myth of everlasting rebels without a cause,

has it become the World Youth factory with capital high plus-value?

 

Beat/Blessed Generation of desolation angels and possessed by poetry

your masterpiece maybe is what you never wrote

but have lived like a shocking knock out

 

Beat/Blessed Generation keep cool! even if you spout out the passion red fever

even if you are the alcoholic Kerouac that is kicking the bucket  

vomiting his blood, the Duluoz vain dark blood

 

Beat/Blessed Generation of holy Neal Cassady mad fuckin’ thief

genius of the road, tramp king out of his head of the Waste Land

that is celebrating the nineteen-sixtyeight year face down dying

de calle en calle in the Mexico lard, holy Neal always doped Cassady

 

Beat/Blessed Generation I said God damn the pusher man!

play again for me the song of the hard dreams pusher

of beslavered nights of acid howls of Jack’s poker now gambled and over

 

Beat/Blessed Generation today you’re beating in the Amerika veins

rolling between Bruce “Born to Run” Springsteen and Mike “Born to Kill” Tyson 

 

Beat/Blessed Generation of the Dharma and the junkie, of the blues’ fist,

of the rockin’ go-go sex and of the artist as a young hooligan

 

Beat/Blessed Generation: instructions for use of a life as a fast dance

even if I’m down even if there’s no light in the underworld

even if travelling from East to West Coast you know that History

by now is only a trashy story, a pre-postmodern idle tale for weak little souls

 

Beat/Blessed Generation with the infomemory microsoft-swalled up by the new Bit Generation

inter-hackers mutation men trapped in the Net, in the cyberchaos misplaced timespace

 

Beat/Blessed Generation of heroes found and lost who no hay mañana

show me the road the music the rhythm for not arriving

 

Beat/Blessed Generation the more I’m doing my best and I’m thinking of you

the more, blessed or thickhead, I darken myself of immensity

Marco Palladini


Sabato, 28 Novembre 2009

 

Old Age

 

 

Sì, io stavo tra i ragazzi degli anni ‘70

che s’accozzavano in virulente atmosfere Old Age

e correvamo felici in viali e prati a perdifiato

sognando palingenesi e arcane rivoluzioni

inossidabilmente alieni al Kapitale e allo Stato

Postremi comunisti noi dalla ignava cavea

saltavamo dritti nel teatro dei conflitti 

faccia a faccia colla politica bestiaccia,

corpo a corpo col mostro sosia rosso,

fronte a fronte col fratello nero assassino 

Se essere pronti e battersi è tutto,

strepito e furia non ci negavano

l’accesso alla spuria via del mistico e perdente

Ci piacevamo così, fuori dalle stanze intonacate

dalla codardia italiota

dal tran-tran in cui la Libertas di ciascuno

era palesemente la mistificazione di ognuno

Indifferenti alla legge temporale 

dell’incremento costante dell’infelicità

poi approdando alla contropoesia

come vocazione personale alla periferia

Quindi subendo anche tutte le democratiche

e farisee revisioni e revanches

tra gli storici poco stoici, invero faziosissimi

e gli epidittici cantori della civiltà benamata

quella occidentale e naturalmente “Nato armata”

senza contare gli apologeti gioiosi

per l’avvento finale dei Financial Global Times

Noi, però, duri come muli a tener bòtta,

resistenti (a dispetto dei santi),

labiando bestemmie nelle catacombe 

e ripetendo per farci coraggio:

siamo poiétes di razza e chi c’ammazza?  

 

 

Marco Palladini


Venerdì, 6 Novembre 2009

 

KUBERLOGOI DIA SOFOKLEOUS

Voci dal Théatron in Mnemoscope 

 

FILES: Ghiaccio M  (1.1)  Iassirte  (2.1)  I MetecIloti  (3.1)

A ίaV  (4.1)  Antigόnh  (5.1)  OidίpouV  (6.1)   

 

**********

 

Lo spazio del virus

 

FILE 1.1 - Voce. Voce di. Metallo. Mutante. Pensante. Pulsante. Biotronica voce. Un tempo oracolare. Alta. Numinosa. Alias la mia? Ghiaccio. Io sono. E phoné. In viaggio. Verso le potenze mnemoniache. PAPE SATÀN VS. MICRO SOFT! Autunni. Inverni (muti). E primavere. Estati (logorroiche). Epoche intere. Perdute ere. Indifferenti. Ci guardano. Terrificanti enigmi. Ci lasciano. Segnali. Frattali. Criptosensi. Dinastie DNA virali. Glossa. Delle sfere. Astruse. SAMIZDAT. Delle storie. Obscure. Residenti. Noi. E cibernauti. Oi‘ kubernήtai. In campo virtuale. Sussunti al vitalmale. Io bios. E già post-human. Chiedo. La cibernetica è una forma dell’Etica? Chiedo che. Mi ascolti. Iassirte. Aristomante. Il più grande. Stregafolli visioni. Le tue. DISSÓI LÓGOI. Emulsioni. Insostenibili. Perciò. Indispensabili.

 

FILE  2.1 - Ghiaccio di non ritorno ignori forse

che qualsivoglia scoperta comunque non salva?

Che ogni rivelazione è maledetta?

Che la verità non ha mai offerto alcuna redenzione?

Dalle mie necromanti parole

soffia l’algido vento della pura nullità.

Il mondo, sì, ha un futuro. COME CADAVERE.

Ghiaccio del regno in exitu

la vita come incubo è il bacio di Giuda

della sifilitica tua tenebrezza.

Basterebbe saper cedere per sapere,

ma tu non cedi e dunque non sai.

 

FILE 1.2 - Perché un veleno. Invisibile. Attacca. Il pluriverso. Algoritmico. Bioterminale. Psicodigitale. Un Virus ignoto. Si effonde. E s’interfaccia. Aspira. Telemorfe mátaxa. Analogiche derive. Archivi. Stati interattivi. Roboti. Materia. Enzimi. Habitat. Del nostro. Multicervello. SOFT CRASH. Arriva. Collassa. Divora. Si fa spazio. Il vuoto più vuoto. Replicante allucinante. E incontrollabile. Annienta. Via via. Milioni di. Rizomi dendroni. Neuroni di. Memoria. Sinapsi. A miliardi. Minaccia. Brucia. Devasta l’EcoMegaSystem. ReteMondiale intero. Ora per ora. Onde dell’origine. Scompaiono. Hard-galassie. Vaniscono. Parla. Cieco mago. Della cifra. Sciamano. Del logos bisenso. Il tuo silenzio. È illogico. HOMO DIABOLICUS. Nel technoplasma. Qui. Desensorializzato. Nel mistero. Immunodeficiente. Il tuo. Veggente carico. Accendi. Telepresente Iassirte. Profeta annilucente. Muovi le. Tue labbra. Per quanto sia. Spaventoso. Ciò che tu. Devi dire. E noi. Di conserva. Udire.

 

FILE 2.2 - Indestinale povero genio emigratore

che traversi le marche d’ombra del mondo infermo,

tu fai la guardia alla peste che respiri.

Ma ogni divinazione è vana. Un miraggio il futuro.

Si mischiano le carte e non ingannano.

La supervisione si declina impietosa.

Secoli e secoli d’Africa e Asia, Oriente e Occidente,

Boreale ed Australe, egizi e ittiti, sumeri e inuit,

greci e persiani, ebrei e romani, mongoli e vandali,

anglosassoni e franchi, arabi ed inca, cinesi e papuasi,

russi e germani, sol levante e imperante america…

Compulsiva ignara corsa da subito accecata

verso l’implosione annunciata: buio gorgo buco non-luogo.

La fine inevitabile è il Tempo esausto restaurato.

Navigatore senza bussola nell’oceano in secca della memoria,

oltre terre abbandonate e montagne disincantate

segui l’ipogea via inattuale.

Interroga l’altrui demenza per sciogliere la tua,

ascolta le trame della colpa

e del tragico mira la mera trasparenza.

In quel deserto di chiara luce ove tutto è sepolto,

risuona piena la lingua arcana,

ma nel canto stecca la voce del Mythos. 

Was bleibet aber, stiften die Dichter.

Urla il poeta novo: IL MALE? È NEI FIORI.

Laggiù, laggiù gli Eroi del Thánatos - i Mana -

ristanno, ristagnano. È la tribù dei sofocleidi

dallo sguardo che la ragione fulmina e rimastica,

presso di loro ogni errore è segnorrore dell’autentico.

Nell’iperuranica ricordanza dell’abbaglio sappi,

elusivo Ghiaccio della tua lusione,

che col Tempo dovrai dimenticare

per incominciare post-fine a rammemorare.

 

Il mio più intimo nemico

 

FILE 1.3 - Memo-box. Random. Info. Come poter. Negare che. Non sto. Sognando. Che. Tutto ciò. Mi sta accadendo. FOTOFINISH. Di stragedia. Onirológos. Emana il. Veggente. Transumanato delirio. Certo. Ma se? Soffocare. Non debbo. La paura. L’aut aut. Come se. Di colpo. Il sole. Domani si. Spegnesse. Il sole. Trecentottantamila miliardi. Di miliardi. Di kilowatt. Emessi al. Secondo. Più energia di quanta. Toute l’humanité. Ne abbia mai. Consumata in. Tutta la. Sua historia. Come se. Il sole. Pare assurdo ma. È ciò. Che avverrà. È questa. La situazione. L’Artificiale. Iperfeta. Il Naturale. Che lo infetta. Devoluzione. Irreversibile? Multiversi. Non resettabili? Clusters di mnemostelle. Nel buco dell’oblio? Sinergie immateriali. Negentropiche. Ciberdinamiche. Dissipative.  Sul crinale. Siamo. Della turbolenza. ABGRUND. Fatale. Tumore per. Timore. Messaggio ultimo. Più nulla da. Comunicare. Da. Ricordare. Produzione. Civiltà. MetroPolis. Politika. Lotta di. Classi e caste. Scienza delle. Catastrofi. Tivvù planetaria. GESAMTKUNSTWERK. L’amore all’ora del. Chaos. La gentilezza perduta. Rock & Trance in the Night. GOTT IST TOT. L’erotismo della macchina. La seduzione della guerra. Del corpo femminile. La malia intangibile. Il mercato globale. Scotòma letale. Allora. Non c’è. Granché. Da scegliere. O paralisi. O. Catabasi. Paleocosmovisioni? Forse. Ma se Io. È un altro. (O l’unico). Nemico mio? Antropica. Vocesintesi. Clamante. “NON DIVENTA PAZZO CHI VUOLE”. Ma chi. È chiamato. Baro messia. Non cinico. Ricordo un. Ricordo. Che incalza. Il proteocervello. L’illusione serve. A viaggiare. Al cocktail delle diciannove. Congetture. Parodie. Insinuazioni. BAVARDAGES. L’apocalissi? È poco più. Che un’eclissi. Epirealtà mai vedute. Non so. Chissà. Andare andar. Laggiugiù. Andar. ANDENKEN. Nel Vortex. Fluiscono. A sciami. Devo. Sapere. Sapere di. Non Sapere. Saper perdere. La vita. È l’arte. Di vivere. Dopo il tempo. Dopo tutto. Qualcuno. Qualcosa. Tanto lo farà. Al nostro posto. AYACUCHO. Pressocché narcotizzato. O incomodo. Si metterà.

 

La fabbrica del tempo

 

FILE 3.1 - Troppi pensieri. Malati. Troppo di. Tutto. Troppe. Memorie. E scorie. Loro. I Padroni del. Mondo. E noi. CHOLOS. De mierda. Sarà così. Ma intanto loro. Si sono bevuti il. Cervello. Hanno la testa. Piena di. Sciocchezze. Storie superflue. Parole pesanti. Teste di… Teste a punta. E di taglio. Insane. E il corpo reale. CHE NON MENTE. MAI. Non lo sentono più. La vita finta. Ci offrono. In visione. Semigratuita. Un cinema di. Cose vane. False glorie. Le teste d’ariete. Il lavoro. Sfruttano. Alla catena. Noi stiamo. Di montaggio. A fabbricare. Il valore tempo. Di denaro. L’unico. Che qui conti. ARBEIT MACHT UNFREI! E noi. Come mutili uccelli. Migriamo. O moriamo. Su navi clandestine. O in tane di latta. Nazibruciate. E i padroni del mondo. Guardano. Ma non ci vedono. Cosa vedono? Nulla. Appunto. Fingono. Le teste grosse. Le teste in falsopieno. Tutto prendono. E. Predano. E. Mentono. E mai sanno. Chi sono. VERAMENTE.

 

PalinGenesi?

 

FILE 1.4 - Brulichìo. Fotoni memoriali. Spie coassiali. Dell’iperspazio. Interfacce phonodromiche. Neurovie all’ultrasuono. Vettoriali chat-nets. Archeo-ammassi corticali. Nel viaggio. Ctonio. Anamorfòsi. Indescrivibile. Saltare. Le soglie ultime. Di controllo. L’interno. Non ha più. L’esterno. Magma amniotico. Doppio clic interstiziale. IL THÉATRON. DELLA PSICHE. Aborigine aborrita? Dimensione dell’Antimemoria? Per me si va. Nell’etterna città? Per le invisibilia. Il qui. E aldilà. E ora. E ogni punto. Sono. Equipollenti. Il viaggiatore periferico. Nel sogno inguaribile. Di un’altra. Genesi. Pape “led” Satàn. Domina i suoi. Nervilinks. Il mutantefreak. Nell’atra materia. Prende la. Sua dimora. Il terzorecchio. S’implanta. TRAG-VOICE. Il proto soffio. Potente. Alfa-Omega emittente. ON LINE. Audiocapta. L’aliena presenza.

 

Ucronia del Comandante

 

FILE  4.1 - Niente, è il niente… che ho da dirti,

e poi profilo gelato: chi ti conosce? Declina grado e nome.

Non puoi? E allora chi sei? Il milite ignoto?

Ha varcato da millenni il Giordano questo vecchio soldato

e ormai se la ride.

Il ritmo del cosmo qui batte un macrotempo

che genera e macina innumeri mondi latenti e paralleli.

Appena un lampo nell’essere

e poi li ripiomba nell’oblioso nulla.

È meglio così! Solo vive il Kairós.

Del passato niente è da salvare. Cosa resiste:

IL GIORNO DEL PREGIUDIZIO UNIVERSALE?

È meglio, credi, una sordida damnatio memoriæ.

Te lo garantisce il figlio di Telamone,

il guerriero d’acciaio, il servitore di due bandiere.

Sui campi di battaglia segregato

ebbi sempre il coraggio della disumanità,

perciò forse ho finito boia di me stesso.

Sottotenente a vent’anni nelle Schutz-Staffeln:

batteva l’ora del caporale matto del Mein Kampf.

A quell’età l’onore si coniuga con il dovere

e gli eroi sono tutti di merda o non sono.

Sprezzante l’esaltazione nell’amata lotta armata.

Diciotto volte ferito, con sei decorazioni,

attraversavo i fronti dell’indicibile,

macellatore atroce di regolari, civili e partigiani banditen.

VERNICHTUNG! VERNICHTUNG! IN STAHLGEWITTERN.

Nell’aria persa delle svastiche in fiamme

- Wagneriche Musik -

nella mattanza d’ogni bellica strategia,

coll’horror terminale olocaustico fisso negli occhi,

seppi che: CHI VINCE HA SEMPRE TORTO.

Così il cane superstite approdò all’altra sponda

e leccando boogie-woogie e un americano ice-cream

rispose all’inserzione:

A.A.A.A. MASTINI DELLA GUERRA CERCANSI.

Ed eccolo di nuovo reclutato il  puro combattente,

il Comandante Aiace nei reparti speciali dei marines:

Signore della Guerra nella jungla del Vietnam.

Un caso assatanato di truce Sterminator

di maligni piccoli vietcong. Uno sporco lavoro.

Ma è il mio lavoro. E mi piace. E so farlo meglio di tutti.

Fottetevi! loschi intriganti, vil razza di politicanti

come quel generalino, il bieco Odysseus,

l’invidiosissimo che complottò per togliermi l’Arma del Komando,

il Regno del Maschio Avulso

e tenermi SOTTO SCHIAFFO.

Ma lo stesso non ce l’avrebbe fatta mai,

senza la sua Athena puttana cambogiana.

Quella divinità ruffiana

con la sua polpottesca polpetta avvelenata

che scombuiò il cervello d’Aiace

e lo gettò nella notte di follia in cui massacrò

bestie per uomini o yankees per viet, non ricordo bene.

Red Rain Down Over Me.

Bestia drogata degradata fui

e svergognata a prezzo del ridicolo.

Una vita “para bellum” ridotta a farsa.

Nemesiaca ora cupa dello SPARAGMÓS. 

Ma il soldato, stupido mostro o belva kriminale,

spalmato di lutto altrui,

seppe trovare la ragione postrema della dignità del nome.

IL NOME DI AIACE, nella memoria crocefisso,

confuso non s’è con la democratica marmaglia

e urla la voce impermutabile del sangue e t’agghiaccia in eterno.

Quando il destino stringe,

cessi d’essere di Chrónos il padrone.

Che posso dirti amico?

C’era un gran sole carico di AMORTE

e VINCE CHI SCOMPARE.

Se m’hai capito, ti si fa ancor più freddo dentro.

Rigurgita gloria il fallimento. E il silenzio

sarà un buon viatico, la scorta epimeteica

verso l’abisso degli esseri che rimembrano il futuro.

La nostra radice, dicono, ha vene infette,

ma le origini, sappi, son tutte maledette.

 

Hibakusha

 

FILE 1.5 - L’origine. La fine. Stesso pròblema? Fluttuazione. Perversa. Quel militare demente. Incatenato alla. Distruzione. A contemplare. Il suo dannato. Estatico. Mandala della perdita. Vecchie storie. Stragi inutili. Imperi imperialisti. Defunti. Guerre sepolte. Siamo già. AL TEMPO MENO ZERO. Modellazione pericolosa. Ma cosa cerco. In questa. Evanescenza? Un’immagine. D’INCARNAZIONE? Oppure di. DISINCARNATO PLEROMA? Le apparenze appaiono. Microprocessate. Scissioni di. Desiderio. I codici della Technomente. Volubili. Infruibili. Insolubili. Il vuoto coalescente. Si allea al deserto. Attorno a noi. Hibakusha del Biologos. IL VIRUSPUNK. Circonfonde. Solve. Et implode. Le adelfiche giunzioni. Fuori pista. Ora. Fuori mnémos. Tra poco. La voce Altrove. Parla. Continua. Informat. Sospetto. Presagio di. Donna. TransAnamnesi. Un pugno di sabbia. Sparso. Tanto vano. Quanto sacro. Il rituale tebano. Epica TragIcona. Oltre il piano. Palese. Il delitto teriomorfo. Che tutti. C’ingoia. È forse questa. La notizia che si aspetta?                         

 

Pratiche illegali

 

FILE  5.1 - Opalescente ghiaccio chi sei?

Sei l’intruso nel sonno indebito che pur mi calma.

E allontana gli orridi spettri sicari della morte.

Ma come hai violato questo caro inferno bianco,

sacrario di fantasmi?

NON VOGLIO SAPER NULLA, TANTO GIÀ SO TUTTO.

Ma la fantacoscienza del male altrui, accresce il proprio male.

Sconfessata Antigone, sì confesso, sono la pasionaria,

la fuorilegge della specie più disgraziata.

LE MALEBESTIE m’hanno sgravata. Da incesto nata, 

piansi la madre suicidata, e del fraterno padre accecato,

vagabondo inacidito, divenni la compagna e guida,

e i coltelli tra i fratelli, tossicopesanti,

vidi brillare nell’estremo sangue della rovina.

Mediterranea femmina e incontaminata mi sognavo,

mentre mezza matta, esule ovunque,

barbona di lusso, rabbiosa ribelle io ero,

e ossessa della famiglia mito che m’aveva disfatta.

Figlia per sempre, pura vergine e comunistica

non ho scelto di essere, eppur sono stata.

Non avevo tette mozzafiato per farmi chiamare troja

neppure una notte o un giorno di speranza.

Una notte di vero amore, LA MAREA DELLA TENEREZZA

ostinatamente negate da un fato stramaledetto.

Ma niente rimpianti!

Schizzata via dalla dura società, ho lottato,

guerrigliera della Pietas e dell’Aberranza,

alla testa dei REIETTI DELLO SPAESE:

mille e mille contro Tebe.

Con autopico sovversivo sentimento ci facevamo sì,

e per ragioni anche sublimi non tracotanti.

ENTRE L’HOMME ET LE MONDE IL Y A L’ABÎME.

Così dal carcere feci evadere Polinice,

malato ragazzo terminale - corpo già putrido

che il caudillo Creonte voleva intoccabile -

per garantirgli, con mani di sorella, il congedo consacrato.

THE ALTAR OF THE DEAD.

Tanto che avevamo da perdere?

Razza inchiodata, perseguitata e diversa, la nostra.

Nostra la praxis contro le icone della legge di classe.

Allo Stato funesto ho perciò fatto il funerale.

Tra il diritto e la comunità in aspro conflitto,

IO, relitto dell’antifamiglia, ho fatto quel che dovevo

quando il fare era delitto. Perché l’umanità bollente,

se ben eccitata, mi usciva dagli occhi.

Agli sciacalli, poi, che mi volevano giustiziata,

ho sparato le pallottole di libertà residua

e fuori della città, nel luogo dove lampaneggia il disincanto,

nella mia carne di vecchia ventenne

la spada ho infilzato dell’ultima sopraddose.

Gli sgherri insulsi sopraggiunsero

quand’ero già dall’altra parte. Il resto non conta.

Volto di ghiaccio, attossicato di te medesimo,

lascia che nel suo sonno ora riposi Antigone insonne.

Non chiedere il superfluo, saprai l’essenziale.

Viviamo nel già accaduto, già scritto, già pensato,

la nostra materia è un tempo chiuso

che negandosi apre all’essere per essere.

VANITATUM AB ÆTERNO LUDUS.

 

Sta storia nun me piace

 

FILE 3.2  - Jamme! Pozze schiatta’. Jammucenne! Dint’ ‘a capa. Tengono ‘o riavulo. Tengono ‘o spirito. Comme nu tuosseco. Ué, puro vuje vulite pazzià? JAMME! Ca nce voglio parlà. Manco pe’ dispietto. Nun voglio sentere. Sti pparole ‘e mmerda. Tutte sti mbroglie sciusciati. ‘O munno lloro. Appantanato. Te mette scuorno. ‘O capitale lloro. Aggia spremmuto. Tutt’ ‘a pezzentaria r’ ‘a razza nosta. SCARRAFUNE, ZUOCCOLE E PADRUNE. Tu ‘o ssaie. Adda fernì sta storia fetiente. Chistu riturnello. ‘E ciricianciale ‘o prevete. Ca ‘e dulure. ‘O sanghe malato. ‘O malo tiempo ‘e famma. L’aneme ‘e guai’e tutt’e guaie. Te facitte trasi’. ‘Ncopp’a Paravise. Jammucenne! PECCHÉ ‘O PRESEBBIO NUN ME PIACE. Jamme! Arape l’uocchie. Ca simme lazzari ‘ncazzati. E nun vulimme cchiù buscie. Sta prucessione de carugnune. Cu ‘e cervelle ammusciate. Jamme! Lassali j’. P’a strada lloro. ‘A strada d’ ‘o SCHIATTAMUORTO. Nuje la tenimmo a schifo. Nuje, dicitencello. Stammo abbascio ccà. A alluccà. Nu raggio o ddoie. ‘E speranza ‘nfame. S’è ghiuta pur’issa ajere p’ ‘a strada. CHELLA NOSTA. Jamme guaglio’! Facitela abballà. Facitela. ‘Ncuorpo. E tuorno tuorno. Abballà.  

 

Edipo Tyrannosaurus

 

FILE 6.1 - Oscena davvero, la tua invasione di phonurgo,

mostromaestro e innominabile e da brivido.

Sorprese nell’intimo le mie pupille pur spente

riconoscono l’oltreuomo della potenza e volontà agonizzanti,

l’irragionevole mio replicante che abita il luogo atopico,

il deperibile viandante e tremendo tanto quanto sono io l’orrendo.

Ambedue indimenticabili eppure da dimenticare.

Le mnestiche forze anonime

ti fanno TOTENFÜHRER della coazione a ripetere.

Cicli di svolte che tornano irredimibili.

Come il qui assente permanente,

l’ossimorico Edipo il Mitico, EL REY FILÓSOFO,

l’esemplare sperimentatore dello spirito di radicale contraddizione.

L’interlocutore dei mephisti notturni

che vengono senz’occhi a offrirti

una terra promessa di potere e di gnósis,

da ripagare con sofferenze e crimini assoluti,

e un’anima fella da lasciare in pegno.

Avanguardista imperituro,

incoronato anarchico del divenire Male occidentale,

EDIPO TYRANNOSAURUS, ho macinato rivali-padri,

mogli-madri, figli-fratelli, e una plaga infetta

ho reso Tebelandia e irrespirabile l’aria del mio Tempo.

Zõon Politikón, metastasi la più colpevole certo,

ma il popolo che grida «Abominio!»,

per non avermi a specchio no, non è proprio innocente.

È una storia antica e ancora da riscrivere. ¡Porque yo soy

un hombre estético! EL DOCTOR PUKA INTI.

Il campione allogeno della miglior razza

che libertà dal dio desiderava e moderna coscienza di sofista;

perciò dal pueblo indigeno fui acclamato e obbedito.

Per quel politico disegno estremista,

puro fumo d’oppio nella città più anemica,

rovesciai ogni tradizione, sconvolsi i talami,

sfidai Iassirte Pizio, di sventure indovino,

letteralmente non guardai in faccia nessuno.

Così L’OMBROSO e sfingeo, finito nella tenebra infinita,

neanche la sua di faccia può più ora guardare.

Il fuoco iconoclasta della rappresentazione,

l’energia terribile, irrefrenabile

del Teatro più segreto e popolare infuriava.

Al centro della scena-ring,

DER GRAUSAM SCHAUSPIELER, il puro folle,

kappaò metteva il dio geloso che negava l’Accesso.

Ma se il Pestiferante che combatti sei tu stesso,

al fondo non c’è scampo, solo rovina, venefici frutti

e niente catarsi. Trag-machina ad abreazione

di Diversità schiantata & Identità rivelata.

Equivoca postuma fama dell’HYSTRIO DUX,

merce garantita col codice a sbarre per gli psicolabili

(tutti sigmundisti?) che sognano di fottere

nella vagina che disgraziata l’ha partoriti.

Ben altra fu la mia scommessa.

Si può vivere soltanto se non ci si conosce.

È ora questa la tabe tua: scomparire per salvarsi,

per purificare il kuore atomico neuromantico della memoria, immolarsi.

Acido phármakon per retroflessione nella casa dell’essere Es?

Abissale miserere nel segno del saper fare piena luce sul non-io del tuo io?

Non essendo sarai definitivo?

Dall’enigma al dubbio che del cieco è il solo dio.

 

Taglio finale

 

FILE 1.6 - Ultra. Non. Corpo. Nel corpo. Metamemoria. Antivideomateria. Concresciuta dentro. La memoria. Ghiaccio in. Liquefazione. TERATOVOX. Ingola. Divora se. Stessa. Esperienza mutagena. VOCE QUARK. Spezzata. Biotrama analogica. Disconnessa dal. Pan-piano cosmico. Extasis. Senza ritorno. Ciber nel. Ciborio. Psicotronia. Aporetica. E consacrata. Onde. Betagamma subliminali. In. Dissolvenza. Qualcosa. Edipo chi? È stato. Detto. Ma non ricordo. La ur-matrice. Pape Satàn. E sofocleide. Tarata? Non. Ricordo. Potenze amnesiache. Superiori. Tutto si. Azzera. Come stelle. STAR TRASH. Polvere di quasar. Uno ad uno. Gli hyper. Terminali. Si spengono. Micromegachips. Inoperanti. Cerebroscanner. Illeggibile. Echi di. Alphamantra. Vociplay sonda. Ora tacciono. Torbide non. Corrispondenze. Altri deliri. Altre ossessioni. In questa spirale. Di. Progressiva regressione. E se. MIND-MACHINE.  Mi trovassi cambiato. In uno. STEGOSAURO UNGULATO?  Stati di alterazione. Alti. Desensibilità. Completa. Emisfero destro. Andante. Nodi associativi in. Soluzione. Emisfero sinistro. Patanalogico. Andato………………………………………………………..

È…….Fini……ta…….Vuota la……..pattum………..iera…………….vuo………………..ta……………

…………..la…………….pa…………..t…….tu……………….m………….ie……………..r………….a……….

……….uo……………a………..a…………………….a……………….u………………….ie………..a…………..

……………………u……………………………a………………………………………u……………………………a….

…………………………………………………………………..u……………………………………………………………

…………………………………………………………………………………………………………………………………..           

 

La postmémoire retrouvée ou le contrebuffet?

 

FILE 3.3 - Il vuoto È UN ASSEDIO. Oblio di mondo la verità… Stanotte… Voci danzanti nell’etere… Stanotte… Tonight Performance in Las Vegas: Don Henley & the Palladinos… E ’sti kazzi! berciano li grattacheccari su le sponne der fiume ggiallo d’esscrementi e de chemiche polluzzioni… L’Internazionale dei mendicanti Pompei-Bombay sciamanti dalla stazione ai vicoli fetidi adiacenti… Mexicane puttane ammiccanti, nei privés sfavillanti degli hotel de luxe, fanno pompini ai matadores ancora col costumbre de luz… Al controbuffet i ricchi malesi, anche malati, s’abboffano a ostriche e champagne sollazzati dalle concubine poco più che bambine, già sieropositive… Gli autisti della mafia cinese guidano Corvette e Cadillac trafugate da New York ad Hong Kong… Gli emigrati dei Sudd del mondo planati sulle grandi pianure del West e nelle plaghe nordiche più fortunate chiavano soldi pure dalla “squola organica” dei kadaveri… Li ssparati via da le disscotteche e li radduni ravveggianti “oll nait longhe” e “ffratelli d’itaja annate ‘m pò affankulo!”, che abberranti arbeggiano co’ l’occhi ppiù calati de acid-spidde urlannose a rrota «A co’ comme te senti? A co’ comme te senti?»… Gli ultimi nomadi operai, operosi homeless africani e arabi dormono nei cantieri, posati secondo corvi spossati, gufi sfiancati sugli scheletri di palazzi residenziali in corso di edificazione… Stornellatori ambulanti sempiterni stonati aggranchiati a baracchette col tettuccio in eternit all’ombra di gru altissime e di scavatrici cigolanti, mostruosi meccanodinosauri divoranti le bidonvilles periferiche per far posto ai grattacieli di NEW BUSINESS CITIES in vetrospecchio fumé… Poliziotti sudamericani squadristi della morte colle divise kaki puzzolenti, compiaciuti brandiscono i manganelli come grossi cazzi celibi… Divini frocissimi mondani truccatissimi rimorchiano aggressivi soldatini di Sua Maestà che assicurano di sfondarglielo per sole venti sterline… THE PALLADINS A PALLA NELL’HI-FI… et proteus virus mirabilis in meo corpore vili… Femmine bioniche, tutte siliconate, borchiate di lucido metallo, miasmatiche di parfume Valentino, si pervertono nei cybars di Tokyo tra rap-operators e partouzes di sexo virtuale più grottesche che degradate… Adoratori di lucifero e mangiatori di vermi strisciano in rimasugli di nere messe e fuochi fatui… Laboratori occulti ove i phantascienziati esperimentano mutandroidi e immateriali genotipi… Bifottute canaglie marsigliesi con valigie colme di banconote sporche si ritrovano all’angiporto con le gambe spezzate… Il voodoo praticano i pirati nei caraibi e attraccano gli offshore d’assalto al molo del Tortuga Club… Giocasse la vita drentro ‘na bbisca zozza e llosca, ‘n azzardo puro a ssomma zero… Titoli di Borsa e Futures crollano a Francoforte e a Singapore… Sui marciapiedi della Global Economy bisogna marciare senza mai fermarsi, pena multe salatissime, e marcire nella NUOVA POVERTÀ da inflazione annua al mille per cento… Rimirare la rovina con affetto, mentre in cielo stanotte si rivedono le stelle esplodere in sequenza come fantastiche euforiche bombe fosforiche… STANOTTE li “state ganzi!” e le skócciate ninfette abballano cor mejo bruto rokke der ppianeta…

E io mi sparo nel walkman T.W. che canta:

Steam, steam a hundred bad dreams

Goin’ up to Harlem with a pistol in his jeans 

A fifty dollar bill inside of Palladin’s hat 

And nobody’s sure where Mr. Knickerbocker’s at

Postmémoire retrouvée?…

BATTETE (il tempo)… BATTETE LE MANI… 

 

 

 

 

 

 

 

 

Marco Palladini


Sabato, 5 Settembre 2009

Testa a testa

 

Ma che ti sei messo in testa? … Te lo devi togliere dalla testa! …
E ficcatelo bene in testa! … M’hai fatto la testa come un pallone…
E mi raccomando: niente colpi di testa! … Caspita, bel colpo di testa! …
Ahó, segna sempre di testa… Perciò siamo in testa alla classifica…

Per tagliare la testa al toro… O metti la testa a posto o…
Oh! vuole sempre fare di testa sua… Però è una gran testa…
Sì, è proprio una grossissima testa di cazzo! …
Mi è passato di testa… Sì, fai sempre le cose senza testa…

Non c’ha la testa sulle spalle… Ma quando mai metterà la testa a partito? …
Quanto paghiamo a testa? … E sei proprio una testa dura! …
Sì, vinsi per una testa appena… Che minchia ti passa nella testa! …
E volta la testa, stronzo! … Giù la testa, coglione! …

No ci sta più con la testa… Perché cammini a testa bassa? …
Sono tutte teste coronate… Teste quadre… Teste mozze…
Aveva l’aureola sulla testa… Gli è che tu c’ha’ la testa a pera…
Non ho molta testa, è vero… Ma non fasciarti la testa prima di essertela sfasciata…

Sto motore batte in testa… Abbassagli la testata e vediamo di passare in testa …
È stato in testa dall’inizio alla fine… Una vera testa di mulo o… di muletto…
Non ha la testa per fare il pilota… Comunque gli ha tenuto testa…
Ieri sono finito in testacoda … No, ora non è più testa di serie…

Mi scoppia la testa… Mi brucia la testa… Mi gira la testa…
Tanto mo’ arriveno le teste de cuoio… Che sono tutte fuori di testa …
È lei che gli ha fatto girare la testa? … Da quando quella si è montata la testa…
Ma io gli spacco la testa! … Sì, me mucho gusta er testa de moro…

Quello è soltanto una testa di turco… Non infilare la testa nella sabbia…
Infilagli piuttosto la testa nel cellophane e stringi…
Teste rotte… Teste vuote… Teste matte… Teste calde…
Perché scuoti la testa? … Alza la testa! … Ci scommetto la testa che…

Che non sai dove sbattere la testa… Dài! Dài! sbatti la testa al muro…
No, non ce l’ha la testa sul collo… Non mi piacciono i giochi di testa…
Bisogna cambiargli la testa… Testone! … È un duro testa a testa…
Non mi fanno paura le teste di morto… Ha, poi, una strana voce di testa …

C’ho, sapessi, un mal di testa… Quello non ha mica la testa a posto …
Hai sempre sta testa tra le nuvole… Tante teste tante opinioni…
Tanto, c’hanno tutti le corna in testa… Reggimi, reggimi la testa! …
In quest’affare c’ho rimesso la testa… Giochi a testa o croce? …

Metti la testa che ho tagliato nel sacco… Datemi la sua testa! …
Tanto accà teste di ricambio non ce ne sono … Ho un tale cerchio alla testa…
Mi compri, papà, la Ferrari Testarossa? … Ma che cosa ti dice quella testaccia? …
Teste schiacciate… Teste testarde… Teste bastarde…

E dài, tuffati di testa! … Sì, sì, appozzalo di testa…
E tienigli la testa sott’acqua! … Mi sono bagnata dalla testa ai piedi…
E leva questa testa! … Che mi monta il sangue alla testa…
Testa di kazzo! Testa di fregna!… Vuoi che facciamo a testate? …

La sua testa, voglio la sua testa su un vassoio d’argento…
Nel sugo mettici una testa d’aglio… Ho sempre lei in testa…
È come un coltello nella testa… Ho la testa confusa e contusa…
Teste ossessionate… Teste bacate… Teste rasate… Teste ghigliottinate…

Non accarezzarle la testa… Grattagli la testa…
Creiamo la testa di ponte… Mi costa un occhio della testa …
Dove c’hai la testa oggi? - Perché, invece, ieri e ier’ l’altro? …
Ho rischiato la testa… Che testa che sei! … Ha troppi grilli per la testa …

Sputagli in testa! … Ho dei pensieri in testa che non ti dico…
Ma cosa cazzo ti sei messa in testa? … Tiene la testa piena di ricci e di capricci…
Te lo dico io: alle femmine in culo je c’entra, ma in testa no…
Vorrei, lo giuro, un’altra testa… La testa glie la infilai nel cappio…

Stava come un dux alla testa di tut (ti)… Ma io gli cago in testa! …
Ho messo la testa nella bocca del leone… E non ha più capelli in testa…
E lavati la testa, che puzza da schifo! … Non vorrei stare nella sua testa …
Davvero una testa fine… Cioè, una testa finta… Una testa finita …

Si mettono al corteo il casco in testa… E io li sprango in testa…
Aveva i capelli ritti in testa per la strizza… Si sono scassati la testa…
È apparso con un’ascia in mezzo alla testa… Tale testa tale testamento…
La testa del testimone d’accusa? … Un colpo in testa e via! …

C’ha una testina punk tutta colorata… Perché è un’arte, la sua, tutta di testa…
Comunque, più testa che cuore qui ci vuole per trovare una soluzione…
Hai sempre il sesso in testa… Meglio quello che il vuoto spinto nella tua testa…
La testa è in fiamme… La testa è in fumo… E la testa, così, se ne va…

Sotto (dentro) la testa… nisba… nada… nothing… rien… de rien…

Marco Palladini


Domenica, 30 Agosto 2009

 

Vamps

 

Gina Lollobrigida è provocante, istintiva …

Marilyn Monroe che pornoancheggia, è la più diva…

 

Mae West è fiancuta-inguainata …

Deborah Kerr è adultera e inguaiata…

 

Gloria Swanson è vampiresca…

Marlene Dietrich è vampissima e tedesca…

 

Ingrid Bergman è troppo buona…

Angie Dickinson è proprio bbona…

 

Francesca Bertini si trucca come una pazza…

Barbara Stanwyck è una cattiva e cinica ragazza…

 

Lisa Gastoni è solo una zia molto puttana…

Kathleen Turner è veramente una figlia di puttana…

 

Lana Turner fa la signorile bambola lussuosa…

Brigitte Bardot se la gode gode gode lussuriosa…

 

Bo Derek è un vero bluff di mass…

Greta Scacchi is pussy upper-class…

 

Maria Grazia Buccella è acefala e formosa…

Liz Taylor fa la pupa popputa e capricciosa…

 

Kim Novak è il tipo ghiaccio bollente…

Ann Margret è una bella topa ar-dente…

 

Hedy Lamarr ha un’estasi in topless scandalosa…

Ursula Andress ha indosso un’arrapante bikini rosa…

 

Michéle Mercier è mignotta e si lecca le dita…

Sue Lyon è trojetta e per sempre lolita…

 

Eiko Matsuda è gialla sensualità mortale…

Sonia Braga è bruna voluttà tropicale…

 

Marisa Allasio è poverabella maggiorata…

Carol Alt è trop-top-modellata…

 

Susannah York è l’inglese media amante…

Silvana Pampanini s’inzoccola perdente…

Bette Davis è brutta e perfida…

Greta Garbo è androide e lesbica…

 

Jayne Mansfield ha la mammella ipertrofica esplosiva…

Diana Dors al bagno straripa a tuttafika…

 

Betty Grable ha le cosce leccalecca…

Brenda Vaccaro complessivamente è vacca…

 

Grace Kelly è l’ipersofisticata che fotte…

Grace Jones è la supernegra che ti fotte… 

 

Judy Hollyday nataieri è un’ocona-squillo…

Cyd Charisse coscia tosta, è la dura che balla…

 

Doris Day è una papera vergine mai ignuda …

Ava Gardner è una leonessa maja desnuda…

 

Jane Birkin è un lascivo je t’aime bisbiglio…

Nathalie Wood di faccia o di culo c’ha sempre il sexappiglio…

 

Jennifer Jones mora selvaggia è quasi un mito…

Jean Harlow platinovispa è la bionderotika-tipo…

 

Lyda Borelli è fatalissima…

Stefania Sandrelli è chiavabilissima…

 

Fanny Ardant ha la mascella sensuale…

Michéle Morgan ha la pupilla sessuale…

 

Dolores Del Rio è una cortigiana senza meta…

Vanessa Del Rio è la più divorakazzi del pianeta…

 

Catherine Deneuve scopa da cagna raffinata…

Giovanna Ralli lo fa, ma da romana sboccata…

 

Jean Seberg ha un calore purtroppo psicolabile…

Madonna rimane una squinzia insopportabile…

 

Joan Crawford è crudelia demon…

Sandra Milo è culona e amen…

 

Clara Bow ha un certo non so che…

Raquel Welch si vede che cos’ha…

 

Mirna Loy è la mogliettina chic…

Sandra Dee è la fidanzatina sciòc…

 

Angela Molina è forza lab-bruta…

Ornella Muti è meglio se sta muta…

 

Jane Russell è miss supertette…

Rosalind Russell chissà se se le mette…

 

Kim Basinger è da sturbo…

Maruscka Detmers è da stupro…

 

Norma Shearer si offre in lamè d’oro…

Cicciolina è culoboccafregna tutti per loro…

 

Hanna Schygulla la godi come una birra…

Moana Pozzi la riempiresti di sburra…

 

Serena Grandi senospagnoleggia…

Tina Aumont su molti kazzi armeggia…

 

Jane Fonda è sono una bella passera e mia…

Stéphane Audran è una botta in piedi e via…

 

Anjelica Huston è una diavolessa neuro-angosciante…

Julie Christie occhio angelico-ceruleo è zivagante…

 

Rita Hayworth è rossa gilda pin-up piaciosa …

Vivien Leigh è rossella arpia domina vogliosa…

 

Janet Leigh ostenta il bianco reggipetto…

Tracy Lords è una vera furia a letto…

 

Florinda Bolkan è quasi un brasil-trans…

Laura Antonelli se ne veniva pure in trance…

 

Françoise Fabian ha lo charme della seduzione borghese…

Katherine Hepburn lo farà, sì e no, due volte al mese… 

 

Audrey Hepburn ha palpitazioni da suorina…

Cybill Shepherd è soldi sesso e cocaina…

 

Lauren Bacall è quella fammi un fischio…

Jeanne Moreau ti strippa col risucchio…

 

Eva-Marie Saint non è proprio una sant…

Faye Dunaway è fregna arrogance…

 

Lucia Bosè ha la fulgida bellezza cosmica…

Claudia Cardinale ha la roca voce orgasmica…

 

Liv Ullmann è un freddo brivido introverso…

Anita Ekberg ha lo statuario fisico estroverso… 

 

Eleonora Rossi Drago è aristocraticamente porca…

Romy Schneider è nevrotica persino nella sorca…

 

Maria Schneider va solo che imburrata e poi inculata…

Sophia Loren muove il culo da pizzaiola scostumata…

 

Carole Lombard si capisce al volo che non è nata ieri…

Dorothy Dandridge se la chiavano purtroppo solo i neri…

 

Liza Kreuzer è una scopata triste triste…

Marilù Tolo sul serio lo prende da maciste…

 

Tippi Hedren è l’algida bionda uccellata…

Marie-France Pisier la ricordo mai trombata…

 

Karen Black tromba veloce al motel…

Carroll Baker è procace in baby-doll…

 

Michelle Pfeiffer è la vera safe-sexy amerikana…

Melina Mercouri tranne la domenica, la dà tutta la settimana…

 

Anouk Aimée si fa sbattere, ma è romantica…

Clara Calamai mostra la tetta, però è pudica…

 

Julia Roberts è battona col sorriso mangiacuori…

Charlotte Rampling è femme-feticcio dei nazikiavatori…

 

Nastassja Kinski si concede ai libidopaterni incesti

Valerie Kaprisky ha fatto peccare pure i gesùcristi…

 

Dominique Sanda è più ambigua o mignotta?…

Annie Girardot è d.o.c. la sua franscese potta…

 

Jacqueline Bisset in lei freme evidente l’animala…

Edwige Fenech non ha mai negato che è maiala… 

 

Silvana Mangano ride con bocca amarevole…

Susan Hayward fa boccuccia un po’ stucchevole…

 

Martine Carol è una Lola signora viziosa…

Louise Brooks è la Lulu più lunare e fatalosa…

 

Ginger Rogers balla e balla tutta la sera…

Simone Simon rimorchia col piglio da pantera… 

 

Andréa Ferreol è ingorda come una chiavica…

Rhonda Fleming è rossa color fuoco pure in fica…

 

Diane Keaton scopicchia da snob intellettuale…

Isabelle Adjani è una pallida ossessa demenziale…

 

Dorothy Malone cavalca cowboys tutta la notte…

Beatrice Dalle te la faresti anche blu di bòtte…

 

Isa Barzizza è la totòpsex soubrette…

Valeria Marini nel teleculo chi sa chi glie lo mette…

 

Barbara Steele è la più funeraria…

Marisa Mell attira tanti kazzi in aria…

 

Magali Noël si sente ancora lady gradisca…

Amber Lynn sbava tozza nella dura pornomischia…

 

Jessica Lange ha visto pure il sexo monstre di king kong…

Brigitte Nielsen è la figa macha misura extra-strong…

 

Susan Sarandon vuole uomini usa e getta…

Lea Massari è l’avventura che non ti aspetta…

 

Sharon Stone strafotte basica all’indemoniata…

Geena Davis fa la porcona, ma è tutta una sparata…

 

Francesca Dellera è l’acchiappe-maschi pura…

Corinne Clery si emmanuella perversa più che impura…

 

Deborah Caprioglio è nuda carnevoglio…

Tori Welles è l’hard-core che ti sveglia…

 

Tura Satana zinna assassina è sesso-a-bbestia…

Theda Bara è assurda e BASTA…

 

 

(1999)

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