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Alda Pane


Venerdì, 5 Febbraio 2010

 

ll pensiero come animale. Lasciarlo.

Libero. Lasciarlo libero.

Lasciarlo.

 

Ciò che voglio è ciò che non voglio.

Essere il verbo essere.

Situarmi in una mia propria frase.

Nel posto più scomodo meno probabile.

In ciò che differenzia un verbo da una congiunzione.

L’accento, lo scivolo su una vocale.

Un punto appena più lungo di un punto.

Inclinato insicuro.

 

Non sono un cinese e non sto tornando a casa.

Gaetano Testa


Mercoledì, 3 Febbraio 2010

 

Delicatezze.

1972

 

 

1- di lei ho già detto a me stesso che è più brava a leccare il culo che a tenerlo in bocca. sarà sensibilità dell’ano o eccitazione della lingua, al succhio la lingua è morbida, all’ano le papille si distinguono una ad una come ingordi microcazzi. ed è un piacere, mio re, mi creda.

 

 

 

2 - la prima entrata dopo giorni e giorni di astinenza le fa stralunare lo sguardo e velarlo. qualcosa di molto vicino a certe espressioni iconiche della fine del ‘500, di madonne è ovvio.

 

 

 

3 - urla e strepita che non lo vuole nel culo quando è duro. e i suoi urli e strepiti l’ammosciano un po. così, insistendo penetra meno dolorosamente ed entrando s’indurisce e s’ingrossa. e così, poi, lei, frenetica, lamenta il fatto che non glielo metto mai nel culo.

certe volte è dominata dalla paura di scacazzarmi addosso. allora, legati, ci conduciamo in bagno e ci guardiamo allo specchio

in genere finiamo col sentire freddo.

a lei intanto si piegano per la dolcezza le ginocchia. io non sono forte di braccia. si torna inevitabilmente a letto.

ma appare difficile variare. e non c’è molto da indagare.

resta da valutare la crescente e stupefacente e gradevole velocità del metterla e rimetterla dentro mentre lei si va inventando le posture meno comode e per me meno agevoli. e guardarsi analiticamente la cosa.

a un tratto dice ‘dovresti fare una fotografia li, ora.’

che lo dica a me pare meglio della fotografia.

niente peti alla folgore. sarà che questo mio cristo non è mostruoso.

 

 

4 - tutto normale anche quando le faccio male

( ) e mi fermo. dice subito ‘no, continua’.

se poi le faccio ancora più male ( ) miagola ‘oh cosi vengo subito se continui’.

 

 

5 - certo c’è l’esperienza diretta, si. farle fare le cose che ancora non fa. valutare la portata della sua docilità, delle faccende che più immediatamente l’accendono e come e perché e dove e quando.

spesso dimentico che a me non era mai successo, e allora m’annoio.

 

 

 

***

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