Costantino Chillura
VII
l’accordo di un capello ferrato su cupo cemento
su del silenzio stracco e affranto, lunedioso
con bolle rosa d’argilla sulle gengive della valle
e aquile d’acqua tra i piedistalli addormentati
rovina l’oliosa in doratura di cascatelle
da salotto in arcadia, un cuore disdegnato
sulla lavagna della sera, per l’es-empio
spazientito, ma come un monaco
si confonde nel respiro del passante, dell’emigrante interiore
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