Paolo Madonia
Domenica, 31 Gennaio 2010
Ombellicale
Scalza e mai innocente
Sempre bianca.
Un buco
al centro del corpo
congiunto a file di cordoni
destino della specie.
Sempre bianchi e mai innocenti,
se fosse solo per un grado d’ignoranza che ronza.
“Tra porta e scalini, fra le dita dei piedi”
nell’età disadatta
nella terra sontuosa dei grani persi
Sempre in piedi per contraddizione.
È l’opportunità di precipitare. Grazie.
Cos’è questa conchiglia poco fonda al centro del corpo?
Un tempo ombelicale mi rende ansiosa e isterica.
Lingua stantia.
La si scava
da sotterra,
si sale con gli aggettivi,
Il soggetto smarrito e si muore.
Semplice ma non troppo semplice.
Non ho parlato a nessuno: qui è un vociare ininterrotto,
i dottori spiegano il rotolare del mio occhio in fuori.
La lumaca della testa salmodia ombre.
è un’ombra il sesto capezzolo
il faretto fulminato del suo bagno
una macchia all’altezza del cuore
bora non si dà tempo riflette
ubriaca del suo corpo vuole subito
liberarsi dal neonato difetto della sua pelle
il primo diavolo lo trova nel cassetto
è il tagliaunghie svizzero
pizzica l’ombra sino a sbucciarsi il cuore
fa cacca nella speranza
il secondo diavolo è un’apparizione
lima la piccola ferita
IX
non sognavo da molti anni,
da molti anni non prendo l’aereo.
stanotte ho sognato
che prendevo l’aereo,
e che non era un sogno.
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