Alda Pane
Mercoledì, 4 Agosto 2010
1.
E’ uno strano inizio.
Il vento tormenta il silenzio. Piove.
Qui, con questo strumento atteso, immagino la mia scrittura futura.
Quella dispersa a casaccio.
Le parole si disperdono, scappano, rendendosi invisibili, verificate dall’incertezza delle mie dita.
2.
Così sto tornando. Verso di me. Qualunque cosa significhi, facendomi largo tra le macerie, oltre la fatica e il dolore. Se potessi scegliere arretrerei. Fino a diventare un piccolo punto, silenzioso e invisibile.
Non posso scegliere non posso arretrare. Resto dove sono. Tra due mondi. Uno mette in croce i miei giorni, l’altro esige le notti. Vivo a ore due solitudini.